Finanza
10, May 2019

Uberintangibles

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Quanto vale Uber? E' una domanda scomoda, alla quale è molto difficile rispondere, ma che permette di approfondire, in tutta la loro vastità, gli impatti che gli intangibles possono avere sui processi di creazione di valore di una impresa globale.

Uber Technologies Inc. ha chiuso il bilancio del 2018 con 987 milioni di dollari di utili (grazie a 4,9 miliardi di "other income", tra i quali 3,2 miliardi di "gain on divesture" e circa 2 miliardi di "unrealized gain on investments"), un EBITDA (ovviamente adjusted) negativo per 1,8 miliardi di dollari, un cash flow operativo negativo per 1.541 miloni, un free cash flow anch'esso negativo per 695 milioni. Uber possiede asset per 24 miliardi di dollari, finanziati con 17,2 miliardi di debiti, 14,2 miliardi di debiti mezzanini e con un patrimonio netto negativo pari a 7,4 miliardi di dollari (potete accedere al form S-1 A di Uber, depositato lo scorso 26 aprile 2019 presso la SEC, cliccando qui).

Le valutazioni della società oscillano fra un minimo di 60 ed un un massimo di 120 miliardi di dollari, con un valore atteso della quotazione che dovrebbe attestarsi nell'intorno degli 80 miliardi di dollari. Uber ci informa che metterà sul mercato 180 milioni di azioni ad un prezzo unitario che oscilla fra 44 e 50 dollari.

La lettura del Form S-1 A lascia intuire, tra l'altro, la presenza di tutti i principali fattori che rendono gli intangibles una potente leva di creazione di valore: i) la loro immensa, ma non infinita, scalabilità; ii) il fatto che essi possono generare sinergie in ogni direzione e dimensione; iii) i rischi (ma anche i potenziali benefici) associati agli spill-over; iv) l'enorme mole di sunk-cost da essi determinato, che nel primo decennio di vita di Uber Technologies Inc. hanno determinato un patrimonio netto negativo per 7 miliardi di dollari.

I principi contabili, come noto, non rendono piena giustizia degli intangibles. La lettura dello IAS/IFRS 38 - peraltro non approvato all'unanimità da parte del Board IFRS - evidenzia le grandi carenze che i principi contabili, ideati per un mondo materiale, incontrano ancora nel rappresentare i fattori posti a base della creazione di valore nell'economia immateriale (ma anche gli US-GAAP, come noto, sono da sempre oggetto di critiche pubbliche da parte di un investitore più tradizionale quale è Warren Buffet).

E' questo gap fra rappresentazioni contabili, prospetti predisposti per la quotazione e valutazioni aziendali che dovrebbe farci riflettere. Se Uber dovesse raggiungere gli obiettivi che si pone a livello globale, il suo valore sarebbe ampiamente superiore alle più generose valutazioni correnti. Ma i dati di bilancio ed i prospetti ci dicono cose ancora molto diverse e possiamo solo intuire, razionalizzare le nostre intuizioni e riflettere se una impresa incredibile come quella di Uber possa avere un futuro roseo o meno.