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21, Oct 2020

Quali servizi professionali post Covid 19?

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La crisi indotta da Covid-19 a livello globale richiede che i consulenti, ed in primis i dottori commercialisti, sappiano dare un concreto contributo per risolvere il principale dilemma che i policymakers stanno affrontando: come dare supporto alle imprese che hanno un futuro, senza disperdere risorse a favore di quelle che non sono sostenibili?

Posto che la risposta a questa domanda dovrebbe pervenire in primis dall’imprenditore, il professionista che assiste l’impresa può risultare, in questo momento, il suo più prezioso alleato. Il professionista, ed in particolare il commercialista, può riconfigurare la propria professione posizionandosi al centro dell’ecosistema economico e finanziario che supporta l’impresa ed assumendo il ruolo di catalizzatore nel processo di riallocazione delle risorse in atto, così come via via definito dai policymakers e dal sistema finanziario. È una posizione difficile, forse è molto più agevole attendere la valanga di fallimenti in arrivo ed assumere un ruolo preciso nella fase di risoluzione della crisi di impresa, ma è una posizione che permette di riaffermare il ruolo di una professione che troppo spesso è appiattita su tematiche fiscali e amministrative.

Nei confronti dei policymakers il professionista può indirizzare proposte per fornire nuovi supporti alle imprese, non solo sotto il profilo della fiscalità, ma anche nella facilitazione dei processi di recupero e di uscita dalla crisi di impresa.

Nelle interlocuzioni con le banche il professionista può acquisire, e valorizzare, la loro vasta conoscenza dei settori industriali e l’esperienza da esse posseduta in fase di risoluzione delle problematiche tipiche delle imprese, così come può orientarle verso una migliore comprensione e valutazione dei rischi specifici delle iniziative imprenditoriali dei propri clienti, agevolando la ricerca in atto - da parte delle banche e degli investitori - di nuova clientela, e può, di converso, contribuire ad aiutare gli imprenditori a meglio comprendere gli orientamenti emergenti da parte della Vigilanza europea, indispensabili per migliorare la qualità dei rapporti con il sistema bancario. È bene tenere presente che le banche gestiranno in modo differente, rispetto al recente passato, gli almeno 1.400 miliardi di euro di NPL in arrivo in Europa: la gestione sarà molto più rapida, è già così, la cessione dei crediti malati diverrà molto più probabile e l’organizzazione interna dedita alla gestione dei crediti problematici sarà molto più forte e solida. Tutto questo richiede che il professionista sappia sviluppare capacità di interlocuzione anche con investitori professionali in NPL, con tutti i rischi e le opportunità che essi possono offrire all’impresa che egli assiste.

Nei rapporti con le imprese il professionista è chiamato ad attivare ed acquisire tutti i supporti disponibili per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa, ad aiutare l’imprenditore a riallocare le risorse a favore di nuovi settori di attività sostenibili (primi fra tutti le infrastrutture, l’health care e la sostenibilità ambientale), a far comprendere l’importanza di pervenire, in tempi rapidi, alla crescita dimensionale dell’impresa ed a saper valutare, con estrema lucidità e razionalità, i possibili futuri della stessa, configurando la migliore risoluzione delle imprese che non sono sostenibili.

Il supporto professionale non può trascurare i fornitori dell’impresa, mediante il supporto nella riconfigurazione delle catene del valore e la proposizione di modelli di alleanza strategica coerenti con il nuovo scenario nel quale viviamo, ed il mondo del lavoro, promuovendo politiche di difesa delle competenze e del lavoro anche tramite nuove forme di collaborazione e la riallocazione del capitale umano.

Il professionista, in sintesi, è chiamato a individuare quali possono essere tutti i fattori di mitigazione dei rischi che gravano sulla vita dell'impresa, colloquiando in modo trasparente e chiaro con tutti gli stakeholder dell’impresa e promuovendo, in particolare, nuove modalità di interlocuzioni con le banche e con gli investitori contraddistinte da massima trasparenza, una adeguata conoscenza dei loro criteri di valutazione e dei loro processi interni.