Opportunità e rischi connessi all’IA.
Lo sviluppo dell’IA permetterà di conseguire, entro la fine del 2027, risultati eccezionali in ogni ambito nel quale i dati, le informazioni e la conoscenza (tacita o meno) assumono rilievo.
È un tema sul quale tutti dovremmo concentrare le nostra attenzione, e questo non solo al fine di acquisire le competenze necessarie per poter integrare al meglio l’IA nelle attività imprenditoriali o professionali, ma anche (e soprattutto) per poter crescere rapidamente in termini di umanità (e, quindi, di soddisfazione sul lavoro) e di qualità della vita (e, quindi, di qualità dei prodotti/servizi offerti) che possiamo offrire grazie ad un utilizzo maturo dell’IA.
Lo sviluppo e l’implementazione dell’IA, però, determineranno (sempre più) l’emersione di rischi molto rilevanti, alcuni dei quali non ci sono ancora noti. È quindi un esercizio parziale tentare di definire una tassonomia dei rischi a partire dal basso, cioè dalle modalità di deployment dell’IA in un’impresa. Appare molto più produttivo, invece, far si che i Board maturino una cultura del rischio IA fondata su una tassonomia aperta, ispirata a quanto gli stessi produttori di IA rilasciano ai loro clienti in funzione: i) delle varie “personalità” possedute dai singoli LLM; ii) di quanto e come la genialità presente sui server dell’impresa si esprime nel concreto; iii) di quali sono le strade più opportune per assicurare il passaggio da un’impresa pre-IA ad una post-IA. Valutare i rischi dell’IA significa valutare più i profili psicologici di essa che non quelli tecnologici, e proprio per questo è indispensabile mantenerci il più umani possibile.
È di grande aiuto, in tale direzione, il recente contributo di Dario Amodei, CEO di Anthropic, intitolato The Adolescence of Technology - Confronting and Overcoming the Risks of Powerful AI, che sintetizza in modo egregio l’immenso portafoglio di rischi, e l’altrettanto vasto insieme di potenziali correttivi e soluzioni ad essi, impliciti nello sviluppo dell’IA. Coloro che si occupano di finanza e intermediazione finanziaria dovrebbero, in particolare, meditare accuratamente su questo splendido saggio al fine di disporre di tutti gli elementi utili per disegnare una tassonomia completa dei rischi connessi all’implementazione dell’IA e per corredare tale tassonomia con i rischi geopolitici che stanno maturando accanto (e grazie) ad essi. È un esercizio che vale la pena di fare, che permette di crescere rapidamente sia sotto il profilo delle competenze che della sempre più indispensabile sensibilità umana necessaria per gestire un cambiamento epocale. E bisogna saperlo fare rapidamente: solo pochi mesi ci separano da una rivoluzione dalla quale difficilmente potremo tornare indietro.