Normativa finanziaria - Financial Regulation
19, Dec 2019

Le principali componenti del prezzo del credito

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Quali sono i fattori da porre a base della determinazione del prezzo di una linea di credito? Come determinare il tasso di interesse e le commissioni attive da applicare ad ogni singola operazione di finanziamento?

Come noto, questa è una delle maggiori criticità per le banche europee e, forse proprio per tale motivo, le EBA "Guidelines on loan origination and monitoring" richiedono di considerare esplicitamente, nella definizione del prezzo del credito, ciascuna delle seguenti cinque principali classi di oneri:

1. "cost of capital allocated to the loans granted. Cost of capital should result from the capital allocation in place according to the established breakdown, e.g. country, business line, product etc.". Quale configurazione di capitale allocato deve essere utilizzata? E quale figura di costo del capitale deve essere impiegata a livello di regione/paese, linea di business e prodotto? Può una business unit risultare penalizzata/agevolata da un costo del capitale eccessivo/insufficiente?  

2. "cost of funding, which should match the key features of the loan, e.g. the expected duration of the loan taking into account not only contractual terms but also behavioural assumptions." Il costo della provvista, pertanto, deve essere determinato non solo in funzione del costo attuale, ma anche del costo di quella che sarà necessario mantenere per fornire fondi alla linea di finanziamento anche oltre ai termini contrattuali previsti. Ma quali elementi della linea di credito debbono essere considerati per definire il funding necessario? Possiamo considerare funding anche la porzione di capitale allocato? Quali impatti può, o deve, determinare una variazione significativa del costo del funding? Ci possono essere mix di funding che agevolano/ostacolano una determinata operazione di finanziamento? Ed in caso affermativo, chi decide?

3. "operating and administrative costs resulting from cost allocation processes that involve all group entities". Con particolare rifermento ai costi operativi, le Guidelines citate evidenziano che: "Institutions should transparently document and review the underlying cost allocation framework. Institutions should establish a fair distribution of costs within the organisation in order to ensure that individual loans and business lines reflect the correct expected return corresponding to the risk assumed." I costi non possono essere comodamente allocati in funzione di una specifica determinazione del prezzo del credito, ovviamente, ma quali costi debbono essere effettivamente coperti dai rendimenti attesi della linea di finanziamento? Quale porzione dei bonus al management, ad esempio, deve essere considerata? E per quali vie i clienti della banca possono beneficiare di politiche di riduzione dei costi aziendali?

4. "credit risk costs calculated for different homogenous risk groups taking into account historical experience of recognising credit risk losses and where relevant using expected loss models." Anche se il costo del capitale incorpora già un premio per il rischio, con quali criteri determinare il costo effettivo del rischio? Oltre a quali livelli del costo del rischio (ex ante) non è accettabile alcuna remunerazione per la linea di credito? E per quali vie un innalzamento del rischio di credito di un settore può/deve riverberarsi sul costo del credito concesso? Alla luce dei livelli di perdite conseguite, in linea capitale ed interessi, sugli NPL, esistono davvero sistemi e modelli di remunerazione del rischio di credito efficaci?

5. "any other real costs associated with the loan, including tax considerations in the case of leasing transactions." Quali variabili fiscali debbono essere tenute in debita considerazione? Tramite quali modelli determinare il rendimento netto di una operazione di finanziamento? Davvero possiamo includere nelle figure di costo del credito ogni altra variabile aziendale direttamente o indirettamente correlata alla singola operazione di finanziamento? E dove è posta la frontiera fra costi diretti ed indiretti?

Più in generale, il costo del credito può essere considerato come un insieme di componenti separate e decorrelate le une dalle altre? Se si, quali livelli massimi di ciascuna componente sono ammessi? In caso contrario, come bilanciare gli impatti e le relazioni reciproche tra ciascuna di queste cinque classi? Quanto conta la dimensione dell'affidamento da concedere e quanto, invece, la forma tecnica o la natura del prenditore? Entro quali limiti una business unit ha margini per ripartire su più operazioni di finanziamento ciascuna di queste cinque componenti?

Come si può rilevare, determinare il prezzo del credito è, e diverrà, un esercizio sempre più complesso e necessario per comprendere, ex ante, quali sono i livelli accettabili di ciascuna di queste cinque componenti per poter rimanere sul mercato. In buona sostanza, perchè non leggere le istruzioni contenute nella Guidlines dovendo determinare, ex-ante, quali sono i livelli massimi ammissibili, per ciascuna di queste cinque classi, al fine di assicurare un portafoglio crediti di dimensioni non eccessive e di elevata qualità? E perchè non inserire tali informazioni nel RAF?

Una volta stimato il prezzo del credito, le banche dovranno valutare la tenuta della profittabilità della singola linea di credito (e, naturalmente, dell'intero portafoglio crediti). In particolare, "For the purposes of pricing and measuring profitability, including cross-subsidisation between the loans or business units/lines, institutions should consider and account for risk-adjusted performance measures such as economic value added (EVA), return on risk-adjusted capital (RORAC) and risk-adjusted return on capital (RAROC) in a manner that is proportionate to the size, nature and complexity of the loan."

Da quanto sopra emerge con chiarezza che la definizione del prezzo del credito diverrà un esercizio molto articolato. Ma come superare il rischio di essere posti fuori dal mercato dall'offerta di tassi più competitivi da parte della concorrenza? Premesso che, per definizione, le operazioni di finanziamento non profittevoli è bene lasciarle agli altri, lo sviluppo di un portafoglio crediti capace di creare valore per gli azionisti richiede la presenza di una macchina operativa molto efficiente, di fonti di raccolta accuratamente calibrate e di una gestione del rischio di credito molto tempestiva. Le Guidelines, e le nostre economie, evidenziano la necessità che i banchieri siano molto più attenti a ciascuna di queste determinanti.