Strategie e performance di intermediari finanziari
21, Jan 2019

I risultati conseguiti dalle banche italiane nei primi 9 mesi del 2018

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"Nei primi nove mesi del 2018 il risultato di gestione dei gruppi classificati come significativi è cresciuto del 21 per cento sul corrispondente periodo dell’anno precedente. L’aumento del margine di intermediazione (4,3 per cento) è da ricondurre alla crescita sia del margine di interesse (5,8 per cento) sia degli altri ricavi (2,9 per cento), che hanno beneficiato dell’incremento delle commissioni nette (3,0 per cento). La contrazione delle spese per il personale si è riflessa nella riduzione dei costi operativi (-3,5 per cento), la cui incidenza sul margine di intermediazione è scesa di oltre due punti percentuali, al 63,4 per cento. Le rettifiche di valore su crediti sono diminuite del 41 per cento. Rispetto a settembre del 2017 il rendimento annualizzato del capitale e delle riserve (return on equity, ROE), valutato al netto dei proventi straordinari, è salito dal 4,4 per cento al 6,1 per cento."

Questo è il commento della performance economica conseguita dai gruppi bancari significativi italiani nei primi nove mesi del 2018 così come riportato nel Bollettino Economico n. 1/2019 recentemente diffuso dalla Banca d'Italia (cfr. pag. 35), al quale potete accedere cliccando qui.

Sono certamente risultati positivi, da valutare anche alla luce delle turbolenze sui mercati dei titoli sovrani italiani che si sono manifestate a partire da maggio 2018, ma che evidenziano il lungo percorso che attende ancora i nostri gruppi bancari prima che essi, anche in media, offrano agli investitori rendimenti del capitale adeguati.

L'EBA Risk Dashboard pubblicato l'8 gennaio 2019 (ed al quale potete accedere cliccando qui) evidenzia, ad esempio, che il ROE medio delle banche europee risulta pari, alla medesima data (30 settembre 2018) al 7,2%, con i gruppi italiani posizionati in quint'ultima posizione in Europa. Un quarto delle banche europee offre già agli investitori ROE pari o superiori al 10%.

In termini di cost/income, invece, i gruppi bancari italiani hanno conseguito buoni risultati, posizionandosi a settembre 2018 in quinta posizione: il cost/income medio europeo, però, è risultato pari al 63,2%, valore sostanzialmente in linea con quello medio dei gruppi significativi italiani, e non può essere sottaciuto il fatto che un quarto delle banche europee ha già conseguito livelli di questo indicatore pari o inferiori al 50%.

Su quali fronti dovrebbero lavorare i gruppi bancari italiani per recuperare redditività? Rafforzare il margine di interesse rappresenta un primo obiettivo, dato che le banche italiane presentano un'incidenza di tale margine sul risultato operativo decisamente inferiore rispetto alla media europea. Anche i risultati delle attività di trading dovrebbero essere maggiormente rafforzati (banche italiane in posizione mediana). L'incidenza delle commissioni nette, invece, posiziona le banche italiane al primo posto in Europa, con differenziali così elevati rispetto ai competitors europei che pare difficile ipotizzare sostenibili nel medio termine.

Riguardo al grado di patrimonializzazione, il Bollettino Economico riporta le seguenti osservazioni: "Nel terzo trimestre dello scorso anno il grado di patrimonializzazione delle banche significative si è mantenuto stabile. A settembre il capitale di migliore qualità (common equity tier 1, CET1) era pari al 12,7 per cento delle attività ponderate per il rischio (risk weighted assets, RWA), come a giugno: l’effetto della riduzione delle riserve su titoli di Stato valutati al fair value, dovuta al calo delle loro quotazioni, è stato compensato dalla flessione degli RWA." L'andamento semestrale del CET1, riportato nella Appendice Statistica del Bollettino, è risultato, a partire da giugno 2016, il seguente: 11,7%, 10,4%, 11,8%, 13,3% (dicembre 2017) e 12,8%.

I gruppi significativi italiani ce la faranno a mantenere ed elevare i livelli di CET1 così faticosamente conseguiti? Il confronto con le banche europee evidenzia che il CET1 medio delle banche italiane le colloca in terz'ultima posizione. A settembre 2018, inoltre, il 50% delle banche europee possiede un CET1 ratio pari o superiore al 15,9%, un quarto di esse pari o superiore al 20,8%. Come recuperare redditività ed attrattività per gli investitori? Difficile, forse, ma non impossibile .....