Varie, Norme, Strategie e performance di intermediari finanziari, Governance e controlli interni
27, Oct 2012

Come ridurre i rischi operativi?

Nell'ultima Relazione Annuale la Banca d'Italia rileva, tra l'altro, che «il mantenimento di adeguati livelli di redditività è condizione necessaria per alimentare l’autofinanziamento, canale primario di rafforzamento patrimoniale. Occorre intensificare gli sforzi per elevare i livelli di efficienza operativa, anche attraverso una semplificazione e razionalizzazione delle strutture societarie e delle reti distributive; ulteriori margini di recupero possono provenire dall’auspicato miglioramento delle capacità di gestione dei rischi, ad esempio in termini di riduzione delle perdite dovute a rischi operativi

Come noto, il rischio operativo è definibile come il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane, sistemi interni oppure da eventi esogeni. Tale definizione include il rischio legale, ma non quelli strategico e di reputazione.

Per rischio strategico, infatti, si intende il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da:

-cambiamenti del contesto operativo;

-scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo;

-decisioni aziendali errate;

-attuazione inadeguata di decisioni aziendali.

Il rischio reputazionale, invece, è definibile come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine della banca da parte di:

-controparti;

-azionisti della banca;

-investitori;

-autorità di vigilanza.

Come ridurre l’incidenza delle perdite e dei requisiti derivanti dai rischi operativi?

Le principali aree di intervento possono essere così sintetizzate:

1. continuare ad affinare progressivamente le metodologie interne di valutazione e gestione dei rischi operativi;

2. calibrare la gestione dei rischi operativi in funzione della natura, della dimensione, della complessità e del profilo di rischio di ciascuna entità organizzativa sottoposta a controllo;
3. valutare con continuità i rischi operativi presenti in prodotti, attività, processi e sistemi di ciascuna business line e/o business unit;

- definizione di politiche di remunerazione del management e del personale che includano la valutazione dei rischi operativi;

- incentivare la formazione del personale e della rete di attori che collabora con l'intermediario sui contenuti e sulle modalità di riduzione dei rischi operativi;

- perseguire costantemente la riduzione della complessità di prodotti, servizi ed attività;

- adottare progressivamente un modello di business meno esposto ai rischi operativi;

- ridurre/mitigare gli impatti delle perdite connesse ai rischi operativi;

- valutare le metodologie più adeguate per contenere il fabbisogno di requisiti patrimoniali posti a fronte dei rischi operativi;

- ridurre i conflitti di interesse fra le funzioni interne di ciascuna unità, o fra unità appartenenti al medesimo gruppo;

- ridurre i rischi tecnologici;

- definire una politica di mitigazione e assicurazione dei rischi operativi.

- la difesa e la produzione di nuovi ricavi connessa all’innovazione di prodotto, di mercato, tecnologica e di processo conseguita ottimizzando e minimizzando l'emersione di nuovi rischi operativi;

- la trasformazione del Framework e dei processi di controllo dei rischi operativi in strumenti per elevare l’efficienza aziendale;

- il miglioramento della qualità della misurazione delle performance aziendali e dei connessi rischi operativi;

- la traduzione degli obblighi di Compliance in opportunità di produzione di nuovi ricavi o, quantomento, di nuove economie di scopo (prevalentemente informative su clienti e competitors);

- la traduzione degli obblighi di trasparenza delle politiche di gestione dei rischi operativi in aumento della reputazione e dell'immagine della propria banca o del proprio gruppo bancario.