Strategie e performance di intermediari finanziari
23, May 2019

BigTech Credit

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L'espansione delle attività delle BigTech (e cioè delle grandi imprese tecnologiche quali Amazon, Google, Alibaba, Facebook, ect.) è destinata a mutare la geografia del settore finanziario globale per più vie ed in misura probabilmente superiore rispetto a quanto portranno fare tutte le altre FinTech messe insieme. Su questo tema la BIS, e cioè la Banca dei Regolamenti Internazionali, ha recentemente pubblicato un interessante paper intitolato "BigTech and the changing structure of financial intermediation" che potete scaricare, direttamente dal sito della BIS, cliccando qui.

Le BigTech godono, come noto, di immensi vantaggi competitivi. Ad esempio, esse possiedono un network estesissimo, hanno a disposizione molti dati ed informazioni sulla loro clientela e possono impiegare tecnologie proprietarie di analisi e di valorizzazione di questi dati.

Ma anche le banche fanno tutta la loro parte nell'assicurare il successo delle BigTech nel settore finanziario: chiudono filiali fisiche, lasciando ampi spazi fisici allo sviluppo dei servizi finanziari digitali da parte di altri attori, non finanziano ampie porzioni di popolazione, che ovviamente si rivolgono ad altri intermediari per soddisfare le loro esigenze, non innovano i loro servizi e prestano i loro denari prevalentemente alle imprese meno dinamiche e rischiose, mentre le imprese affidate dalle BigTech pare che crescano ben di più.

Dal punto di vista delle BigTech, pertanto, è come sparare sulla Croce Rossa, anzi su un esercito di affaticati portabarelle sparsi per il mondo. La loro strategia è molto semplice: iniziano a fornire servizi di pagamento, che non sempre utilizzano le infrastrutture esistenti, procedono con l'offerta di servizi di asset management e di erogazione del credito per poi proseguire con tutto il resto dell'armamentario presente in un buon catalogo di prodotti e servizi finanziari ed assicurativi. Mentre le banche si affaticano a sbrogliare normative, sistemi e procedure assai complessi, le BigTech offrono servizi semplici, lineari, a basso costo e con capacità di valutazione del rischio ormai ben superiori a quelle dei più affermati credit bureau.

La cosa che fa riflettere è che (quasi) tutti i clienti delle BigTech sono, prima ed anche, clienti delle banche, le quali possiedono su di essi un patrimonio informativo formidabile. Perchè, allora, le banche non imitano le BigTech? Non si tratta di assumere come CEO manager rivenienti da queste ultime, probabilmente non possiedono il mind-set adatto per lavorare nei servizi finanziari, ma può significare lo sviluppo di network effects molto significativi, pur nel pieno rispetto del GDPR, e l'introduzione di metodi di gestione delle risorse umane assai differenti da quelli attuali, ed anche molte altre cose, e ciò indipendentemente dalla dimensione della singola banca. Se le BigTech utilizzano la tecnologia per fare banca, perchè le banche non utilizzano i modelli cognitivi ed i network effects utilizzati dalle BigTech?