Categoria: Normativa bancaria e finanziaria

Il recepimento di una pluralità di direttive europee e lo sviluppo di nuovi strumenti giuridici che interessano i rapporti tra gli intermediari finanziari ed i clienti rendono particolarmente interessante e complessa la valutazione degli impatti che l’evoluzione del quadro normativo determina sulla vita degli intermediari finanziari. In questa sezione del blog potete trovare materiali, riflessioni e presentazioni concernenti questa fondamentale area di lavoro.

Non Performing Land

2018-01-14
ALBERTO BALESTRERI

Lo scorso 20 dicembre 2017 il dott. Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di vigilanza della BCE, ha espresso uno scambio di opinioni dinanzi al Parlamento italiano. Le imminenti festività natalizie hanno probabilmente ridotto la portata mediatica delle sua Dichiarazione introduttiva, ma tra i tanti temi che sono stati toccati dal dott. Angeloni ve ne è uno centrale che riguarda la qualità degli esponenti bancari in tema di possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità.

Il dott. Angeloni conclude il proprio intervento con queste parole:

"Prima di concludere, vorrei menzionare un ostacolo da noi incontrato, riguardante i poteri della BCE in materia di verifica dei requisiti di professionalità e onorabilità dei membri degli organi di amministrazione in Italia.Tali poteri sono soggetti ai limiti stringenti derivanti dalla normativa italiana vigente.

Sebbene la direttiva sui requisiti di capitale (CRD IV) sia stata recepita dall’ordinamento italiano, le disposizioni in materia di verifica dei requisiti entreranno in vigore solo con l’adozione di un decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Finché tale decreto non sarà stato adottato, i requisiti di professionalità e onorabilità applicabili in Italia saranno di portata molto ridotta.

Di conseguenza, l’attuale ambito di applicazione delle verifiche condotte dalla BCE e dalla Banca d’Italia sugli esponenti aziendali italiani risulta limitato. Una rapida e piena attuazione delle disposizioni di legge favorirebbe una maggiore coerenza di approccio fra l’Italia e il resto dell’unione bancaria."

Date le imminenti elezioni politiche, pare difficile immaginare che le assemblee primaverili dei soci delle banche italiane debbano svolgersi in presenza del decreto attuativo del MEF, per cui nel migliore dei casi sarà necessario attendere la primavera del 2019.

Ma è anche commovente credere che sia possibile negoziare con BCE temi rilevanti quali la nuova disciplina di riduzione dei NPL facendo leva su una armata di banchieri composta, forse in maggioranza, da soggetti che potrebbero risultare lontani dal possesso dei requisiti richiesti dalla nuova normativa europea.

Non deve stupire che un eventuale irrigidimento della BCE nei confronti dei crediti malati italiani trovi una sponda facile nel fatto che sono proprio gli esponenti aziendali "non compliant" con la nuova normativa ad essere i responsabili primi dei processi di concessione del credito. Non è solo un problema di Non Performing Loans, agli occhi di Francoforte il nostro è un Non Performing Land che dimostra mancanza di volontà nel volersi dotare di una nuova generazione di esponenti aziendali.

Quale strategia europea per le FinTech?

2017-08-12
ALBERTO BALESTRERI

Lo scorso 4 agosto EBA ha pubblicato un "Discussion Paper on the EBA’s approach to financial technology (FinTech)" con scadenza il prossimo 6 novembre 2017.

Tra le motivazioni addotte per la presentazione del DP si legge (pag. 7):

"The EBA is taking forward work in relation to FinTech and is keen to articulate its views and contribute to the policy debates at EU and international levels because of the impact that FinTech may have on the fulfilment of the EBA’s statutory objective of protecting the public interest by contributing to the short, medium and long-term stability and effectiveness of the financial system, for the EU economy, its citizens and business, including by enhancing consumer protection and promoting a sound, effective and consistent level of regulation and supervision across the EU. To that end, the EBA has decided to publish a DP ...."

In tema di FinTech l'accortezza è necessaria, ma l'approccio che l'Unione Europea sta adottando su questa fondamentale area per lo sviluppo del proprio sistema finanziario (e non solo) non risulterà, tra pochi anni, contraddistinto da costrizioni e limitazioni eccessive? Per quale motivo l'Unione Europea - che dispone certamente di un sistema finanziario solido - non tenta di valorizzare la frammentazione e la complessità di esso (e, conseguentemente, la ricchezza di culture e di usi finanziari e gli elevati gradi di libertà connessi comunque alla complessità) per definire standard globali per le FinTech, da esportare poi ovunque nel mondo? Per quali motivi saranno ancora i server californiani a dover ospitare, grazie alle FinTech non UE, dati ed informazioni globali?

Internal audit e banche

2011-12-03
ALBERTO BALESTRERI
Il Comitato di Basilea ha (finalmente) pubblicato "The internal audit function in banks", documento in consultazione sino alla fine di marz0 2012, che rivede in modo sostanziale il precedente "Internal audit in banks and the supervisor's relationship with auditors" emanato nell'ormai lontanissimo agosto 2001. Potete scaricare il primo documento, direttamente dal sito della BIS, cliccando qui. "The internal audit function in banks" si innesta direttamente nei principi di governance bancaria rivisti dal medesimo Comitato lo scorso anno (si vedano i "Principles for enhancing corporate governance" dell'ottobre 2010, ai quali potete accedere cliccando qui), nei quali veniva, tra l'altro, richiesto alle banche di avere " .... an internal audit function with sufficient authority, stature, independence, resources and access to the board of directors. Independent, competent and qualified internal auditors are vital to sound corporate governance." La lettura del documento certamente aiuterà amministratori e sindaci di banche ed intermediari finanziari a comprendere meglio quali saranno gli orientamenti della Vigilanza sul tema. Sarà inoltre interessante verificare, ma lo potremo fare solamente nel corso della prossima primavera, quali osservazioni e critiche la comunità finanziaria proporrà al Comitato di Basilea, semprechè la pubblicazione di tali osservazioni venga autorizzata, al fine di comprendere in quali parti "The internal audit function in banks" risulti compilato in modo non sufficientemente chiaro o, au contraire, in modo troppo estensivo e pervasivo.

Regole e comportamenti nell'industria finanziaria

2011-02-02
ALBERTO BALESTRERI
Il quadro giuridico di riferimento per coloro che operano nel settore finanziario è in rapida evoluzione: si pensi alla graduale introduzione del nuovo framework di Basilea 3,  ai nuovi requisiti patrimoniali per le cartolarizzazioni e per il portafoglio di negoziazione, ai nuovi limiti alla concentrazione del rischio, alla revisione del trattamento degli strumenti ibridi di capitale, alla nuova base legale ai collegi dei supervisori ed alle nuove regole armonizzate sui sistemi di remunerazione e incentivazione per banche e imprese di investimento. Inoltre è stata intergramente rivista l'architettura della vigilanza europea, che si fonda su due assi portanti: un Consiglio Europeo per il Rischio Sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB) e un Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria (European System for Financial Supervision, ESFS) composto dall'ESRB e da tre distinte autorità di vigilanza su banche (European Banking Authority, EBA), assicurazioni (European Insurance and Occupational Pensions Authority, EIOPA) e mercati mobiliari (European Securities and Markets Authority, ESMA) nelle quali saranno riuniti, per i rispettivi settori, i vertici delle vigilanze dei paesi dell’Unione. Ma come evidenza giustamente la dott.ssa Tarantola, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, nel suo recente intervento "Verso una nuova regolamentazione finanziaria" (che potete scaricare direttamente dal sito della Banca d'Italia cliccando qui) "... la finanza non deve essere fine a se stessa, bensì uno strumento al servizio della crescita. Va usata in modo corretto. Le regole servono perché ciò si realizzi; comportamenti improntati alla correttezza e alla prudenza fanno il resto" . L'evidenziazione in grassetto è nostra, ma è certamente questo resto che fa la differenza.

TUB

2010-11-24
ALBERTO BALESTRERI
Due righe solo per informare che la Banca d'Italia ha rilasciato la versione aggiornata del Testo Unico bancario. Clicca qui per scaricare il TUB direttamente dal sito di Banca d'Italia.