Categoria: Risk Management

Aster-Vix

2018-01-27
ALBERTO BALESTRERI

Un recente paper pubblicato dalla Federal Reserve, intitolato "Understanding Global Volatility" e che potete scaricare dal sito della FED cliccando qui, analizza le cause della volatilità sui mercati azionari di 7 piazze finanziarie dal 2000 ad oggi.

Per comprendere la volatilità di un qualsiasi mercato azionario, questo è l'insegnamento, bisogna guardare fuori dalla finestra di casa ed il più lontano possibile. La volatilità - determinata quale volatilità implicita nelle opzioni su azioni - possiede infatti una componente globale che movimenta in modo similare ogni mercato. Inoltre la volatilità implicita, allo stato attuale, pare particolarmente contenuta e sui livelli minimi degli ultimi 17 anni.

Come mai? Cosa è successo ai mercati? Gli autori, che probabilmente dovrebbero dedicare una pubblicazione più ampia, sistematica e maggiormente ricca di dati per fornire più dettagli alle loro analisi, evidenziano i seguenti elementi:

- la componente globale della volatilità implicita può essere spiegata da tre insiemi di fattori che raggruppano 8 indicatori specifici: 1) andamento dell'economia USA; 2) politica monetaria USA; 3) fattori globali;

- sono questi ultimi fattori quelli che pesano di più nello spiegare sia la volatilità globale che il VIX;

- l'utilizzo del modello elaborato dagli autori - ed in particolare la considerazione dei cd. "fattori globali" - consente di spiegare (e, cosa ben più sorprendente, di prevedere) gli attuali livelli di volatilità globale e del VIX.

"Our research suggests that favorable economic and financial conditions abroad and the reduced probability of foreign recessions as well as accommodative monetary policies in the United States are key to understand the recent episode of low implied and realized global and U.S. equity market volatility."

La volatilità globale è persistente e coriacea come Asterix e la pozione magica di cui si alimenta è fatta da tre erbe magiche che vanno cercate molto lontano dal villaggio dei Galli.

 

Due dozzine di banche ce l'hanno fatta ...

2018-01-25
ALBERTO BALESTRERI

Il 2018 sarà un anno spumeggiante per le banche europee, sia per quelle che festeggeranno con fiumi di champagne elevati livelli di profittabilità e di pulizia dei loro bilanci, sia per quelle che, invece, dovranno annaspare con difficoltà nei rissosi mari in tempesta mossi dagli stress test di EBA e di BCE e dall'imminente Addendum sui NPL.

M.me Danièle Nouy, Presidente del Supervisory Board della Banca Centrale Europea, ha pronunciato ieri a Francoforte un discorso che sintetizza bene le azioni che nel 2018 (ed oltre) la BCE si attende dai banchieri europei. I temi trattati non sono nuovi (profittabilità, NPL, assicurazione dei depositi, Brexit) ma l'invito a fare rivolto alle banche europee è deciso, molto chiaro e ben delineato. Un vero decalogo, che ogni banchiere dovrebbe leggersi e rileggersi la sera prima di abbandonarsi tra le braccia di Morfeo....

In primo luogo BCE non vuole banche che non siano profittevoli in misura sufficiente a remunerare almeno il costo del capitale, oggi compreso tra l'8% ed il 10%, e per far questo M.me Nouy evidenzia che le azioni sul margine di interesse, sugli altri ricavi e sui costi operativi richiedono una accurata coordinazione e debbono essere in linea con un'unica strategia innovativa e precisa, ben focalizzata, concretamente realizzabile. Non è vero che lo scenario tassi è penalizzante e molti mantra che abbiamo letto sulla stampa circa le difficili condizioni ambientali evaporano di fronte al fatto che: "There is a group of two dozen banks, of different types and sizes, which consistently outperform their peers. So, it is indeed possible for banks to make money these days. I find this encouraging.". Due dozzine non sono poche  ..... 

In tema di NPL si rileva che essi riducono ulteriormente i già contenuti profitti, assorbono risorse (non solo finanziarie) che potrebbero essere utilizzate per ben altri fini e, sopratutto, riducono la fiducia nelle banche contraddistinte da un elevato carico di NPL. L'urgenza di procedere ad una loro eliminazione in tempi rapidissimi nasce anche dal fatto che il ciclo economico può non durare, che gli stress test 2018 potranno determinare l'emersione di nuovo rischio di credito e che è difficile immaginare l'approvazione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi se i rischi nei bilanci delle banche non saranno stati prima fortemente ridotti.

Fare banca in Europa non è più un mestiere per tutti, purtroppo, ed in particolare non lo è per coloro che credono che le relazioni con la politica e con i media siano più che sufficienti per continuare a galleggiare indisturbati.

A quali rischi sistemici siamo esposti in Europa?

2018-01-16
ALBERTO BALESTRERI

Lo European Systemic Risk Board (ESRB) è stato costituito nel 2010 per monitorare il sistema finanziario dell'Unione Europea e prevenire e mitigare il rischio sistemico.

Non esiste nè una visione, nè una definizione univoca di rischio sistemico: per un investitore esso è il rischio che dipende da fattori che influiscono sull'andamento generale del mercato e che non può essere eliminato o ridotto tramite una diversificazione del portafoglio, mentre per un banchiere o un supervisore il rischio sistemico è il rischio che la crisi o la risoluzione di uno o più intermediari finanziari determini generalizzati fenomeni di crisi in altri intermediari. Gli eventi sistemici assumono una importanza cruciale a causa dell'influenza che i vari soggetti del network hanno gli uni con gli altri; il sistema bancario e finanziario è caratterizzato da forte interconnessione e, per definizione, esso è esposto forse più di altri agli effetti negativi del rischio sistemico.

Lo ESRB pubblica trimestralmente un Risk Dashboard che riporta un set di indicatori quantitativi e qualitativi del rischio sistemico nel settore finanziario dell'Unione Europea.

E' importante tenere presente che il Risk Dashboard (RD) non può essere considerato:

- una dichiarazione politica sul rischio sistemico, in quanto le analisi svolte dall'ESRB con tale documento mirano solo a fornire una visione generale dei rischi sistemici;

- un sistema di early-warning, dato che il RD non è costituito da una serie sufficientemente ampia e disaggregata di indicatori;

- una base per sviluppare inferenze in modo lineare ed automatico, dato che la nuvola dei rischi che gravano sull'Unione può risentire di taluni fattori di mitigazione non evidenziati nel RD.

Ciò premesso, l'esame e l'analisi approfondita degli indicatori contenuti nel RD può costituire una base solida per sviluppare strategie di investimento, di sviluppo, di consolidamento e di mitigazione dei rischi.

Quali informazioni emergono dall'analisi dei contenuti del RD n. 22 rilasciato lo scorso 20 dicembre 2017?

Il primo grafico (pag. 4) riporta il CISS (Composite Indicator of Systemic Stress) che nel corso del 2017 è rientrato in un range di valori molto contenuti ed analoghi a quelli già sperimentati nel corso del 2013. Il livello di correlazione negativa fra i 5 sub-indici che costituiscono il CISS, però, si va riducendo, probabilmente un fattore di mitigazione in meno dei rischi di stress sistemico.

Una fase decisamente migliore è quella vissuta dal SovCISS (Sovereign CISS) che nel corso del 2017 ha raggiunto un livello prossimo al CISS (ma già in passato era accaduto che esso risultasse inferiore al CISS), con livelli assoluti però mai raggiunti dal 2007 ad oggi, evento legato al programma di riacquisti di BCE che ha narcotizzato e dato stabilità anche al mercato dei titoli sovrani.

Anche la volatilità dei mercati azionari (pag. 28, indicatore 5.1b) ha conseguito livelli di minimo che non si registravano dal 2005. Ma come evidenzia la Overview rilasciata dall'ESRB (neretto nostro): "However, these low levels of expected volatility, in particular those of implied volatility, do not necessarily imply an absence of risks in financial markets. Indeed, it has been documented that periods of low implied volatility can coincide with continuous price increases in financial markets. In a situation with high political uncertainty and stretched valuations in several market segments, volatility in the financial markets could rise rapidly and significantly."

La calma prima della tempesta?

Ulteriori approfondimenti ed analisi sono disponibili su richiesta.

Alcune definizioni utili per la sicurezza informatica

2018-01-12
ALBERTO BALESTRERI

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 febbraio 2017 "Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionali" pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2017 riporta nell'articolo 2 definizioni che rappresentano uno standard per coloro che si occupano di sicurezza informatica. Le principali, da tenere ben presenti in sede di analisi e di controllo, sono le seguenti (corsivo e numerazione nostri):

Spazio cibernetico: l'insieme delle infrastrutture informatiche interconnesse, comprensivo di hardware, software, dati ed utenti, nonché delle relazioni logiche, comunque stabilite, tra di essi;

Sicurezza cibernetica: condizione per la quale lo spazio cibernetico risulti protetto grazie all'adozione di idonee misure di sicurezza fisica, logica e procedurale rispetto ad eventi, di natura volontaria o accidentale, consistenti: i) nell'acquisizione e nel trasferimento indebiti di dati; ii) nella loro modifica o distruzione illegittima; iii) ovvero nel controllo indebito, danneggiamento, distruzione o blocco del regolare funzionamento delle reti e dei sistemi informativi o dei loro elementi costitutivi;

Minaccia cibernetica: complesso delle condotte che possono essere realizzate nello spazio cibernetico o tramite esso, ovvero in danno dello stesso e dei suoi elementi costitutivi, che si sostanzia in particolare, nelle azioni di singoli individui od organizzazioni, statali e non, pubbliche o private, finalizzate all'acquisizione e al trasferimento indebiti di dati, alla loro modifica o distruzione illegittima, ovvero a controllare indebitamente, danneggiare, distruggere o ostacolare il regolare funzionamento delle reti e dei sistemi informativi o dei loro elementi costitutivi;

Evento cibernetico: avvenimento significativo, di natura volontaria o accidentale, consistente nell'acquisizione e nel trasferimento indebiti di dati, nella loro modifica o distruzione illegittima, ovvero nel controllo indebito, danneggiamento, distruzione o blocco del regolare funzionamento delle reti e dei sistemi informativi o dei loro elementi costitutivi.

Alcuni semplici consigli in tema di cyber security

2018-01-11
ALBERTO BALESTRERI

L'IVASS ha recentemente pubblicato una lettera al mercato, inviata a tutti gli intermediari assicurativi, che riporta gli esiti di un'indagine condotta presso 3.000 agenti e broker italiani in tema di gestione delle informazioni e di prevenzione dei rischi informatici.

Il documento, che potete scaricare direttamente dal sito dell'IVASS cliccando qui, evidenzia almeno due questioni interessanti sotto il profilo generale, e quindi al di là degli specifici indirizzi rivolti al mercato assicurativo:

a) ogni intermediario deve prestare la massima attenzione ai cyber rischi che possono essere introdotti dalla propria rete di professionisti. La lettera ci informa che "Il 15% degli intervistati ha ammesso di aver subito almeno un attacco cyber, percentuale che sale al 50% per i grandi broker. Se si considera che molti operatori, non disponendo di idonei sistemi di monitoraggio, potrebbero non essere in grado di accorgersi di aver subito attacchi (anche in forma di sottrazione dei dati), il dato rivela una notevole criticità, soprattutto se associato alla circostanza - del pari emersa dall’indagine - che il 30% degli agenti, il 15% dei broker e il 20% dei grandi broker del campione hanno risposto che non riuscirebbero in caso di attacco a ripristinare integralmente i sistemi ed a recuperare tutti i dati e le informazioni.". I rischi, come l'innovazione, arrivano prevalenteemente dalla periferia, e la cyber security è, per definizione, oggetto di continue innovazioni;

b) la lettera al mercato riporta alcune indicazioni, in tema di prevenzione e di protezione, che rappresentano una ottima sintesi di ciò che serve - ad una qualsiasi impresa o professionista - per sopvravvivere. E' infatti innegabile che i sistemi informativi siano oggi parte costituente ed integrante per lo svolgimento di qualsiasi attività di consulenza e che tali attività possano essere fortemente, se non addirittura irreparabilmente, danneggiate da cyber attacchi.

La cyber security (aziendale e professionale) rappresenta un vero e proprio asset, una protezione continua di tutto ciò che è racchiuso nel perimetro di una qualsiasi iniziativa economica, e come tale deve essere oggetto di accurata valorizzazione da parte del soggetto economico e di continuo monitoraggio da parte degli organi di controllo.