Categoria: Libri consigliati

Jonathan McMillan - La fine della banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale.

2018-02-12
ALBERTO BALESTRERI

Il libro di Jonathan McMillan (pseudonimo di un banchiere di investimento e del prof. Jurg Müller) non è un libro per tutti. Nonostante esso non si rivolga ad accademici e consenta una lettura divertente e talvolta spassosa, è un testo tecnico che riporta la finanza alle basi fondamentali e propone una radicale revisione del funzionamento dei nostri sistemi finanziari.

Il quadro di regole al quale esso fa riferimento è quello statunitense, ma la logica di fondo è applicabile anche all'Europa, caratterizzata dalla medesima inafferrabilità legale delle attività svolte della banche e dalle società ad esse direttamente o indirettamente connesse. Gli esempi riportati nel testo risultano calzanti, concreti, supportati da evidenze contabili chiare ed incontrovertibili. Il grido di allarme che gli autori sviluppano è razionale e provocatorio: possono essere sviluppate dozzine di revisioni dell'Accordo sul Capitale di Basilea, nessuna di esse potrà risolvere i problemi del sistema bancario e le strette interrelazioni che grazie alla Grande Crisi Finanziaria sono state istituite fra politica monetaria e fiscale.

La radicale riforma che gli autori propongono si fonda, in estrema sintesi, sull'introduzione di quattro nuove regole di condotta della vigilanza e della politica monetaria (una regola di solvibilità tecnica, una regola di solvibilità sistemica, una commissione di liquidità e l'introduzione di un reddito incondizionato) e spostano buona parte dello sviluppo delle attività di prestito al di fuori del perimetro delle banche. È una proposta sulla quale meditare accuratamente, non fosse solo per il fatto che essa possiede il coraggio di proporre una lettura controintuitiva e professionale della nostra realtà ed offre esempi che, pur nella loro essenzialità, potrebbero essere facilmente testati e simulati. Probabilmente la troveremo in Basilea XXXIII.....

Nicola Rossi - Flat Tax

2018-02-04
ALBERTO BALESTRERI

"Flat Tax - Aliquota unica e minimo vitale per un fisco semplice ed equo" di Nicola Rossi (Marsilio editore, euro 12 con diritti di autore interamente devoluti all'Istituto Bruno Leoni) è un libro da leggere con attenzione  per due principali motivi:

- approfondire la logica posta a base del mutamento di paradigma connesso ad una (auspicabile) introduzione di una Flat Tax generalizzata, delle critiche, ampie e diversificate, che ad essa sono state rivolte e delle controcritiche pacatamente ed ironicamente sviluppate dall'Autore;

- riflettere sui tanti temi impliciti connessi alla genesi ed alla elaborazione della proposta.

Per quanto concerne la prima area di motivazioni non è possibile riportare qui, neanche in sintesi, l'ampio portafoglio di critiche e controdeduzioni in esso contenuto. L'unica osservazione che ci sentiamo di fare è che sostituire la denominazione "Flat Tax" con "Tassa progressiva sino ad un massimo del 25%" avrebbe  reso maggiore giustizia alla raffinatezza dello schema elaborato e ridotto l'altezza incommensurabile del muro che questa proposta deve superare in un Paese latinamente surreale come il nostro.

Ben più profondo, invece, è l'impatto che la lettura del teso può determinare sulla nostra coscienza politica, ossificata dall'intoccabilità dei paradigmi che governano la vita del nostro Stato ed il nostro rapporto con esso. Sotto questa angolatura il libro dovrebbe essere considerato non solo un manuale di diritto tributario, che riporta un'ampia strumentazione di motivazioni da impiegare utilmente in ogni contenzioso civile e fiscale con lo Stato, ma anche una fotografia, netta ed  essenziale, di quale logica dovrebbe informare il rapporto tra cittadino e Stato.

Il capitolo conclusivo tocca alcuni temi di governance ed, in particolare, quelli connessi alla formazione delle classi dirigenti del Paese. Certamente esiste una forte correlazione tra un sistema fiscale ampio, disarticolato, oneroso ed iniquo ed una classe dirigente modesta. Per il momento di Flat noi abbiamo solo quest'ultima.