Norme
22, Mar 2019

Little Murders by European Commission

1553230122 images 2

Lo scorso 19 marzo è stata pubblicata la sentenza del Tribunale UE (alla quale potete accedere cliccando qui) che ha condannato la decisione assunta dalla Commissione Europea il 23 dicembre 2015 con la quale essa aveva considerato i contributi del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) quali aiuti di Stato. Tale decisione, che fu adottata dalla Commissione con riferimento alla banca italiana Tercas, è stata poi rispettata anche per le quattro banche poste in liquidazione il 31 dicembre dello stesso anno, con effetti devastanti su azionisti e risparmiatori italiani.

Gli investitori italiani dovrebbero riflettere accuratamente sul contenuto di questa sentenza, grazie alla quale viene dimostrato che i denari persi in veste di azionisti e di sottoscrittori delle obbligazioni subordinate emesse dalle quattro banche - Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti, poste prima in amministrazione straordinaria dalla Banca d'Italia e poi liquidate - non si sarebbero dovuti perdere.

Il concetto chiave del dispositivo è l'erronea applicazione del criterio del MEIP, ovvero del criterio del normale investitore di mercato (MEIP o Market Economy Investor Principle), diretto ad accertare se le condizioni alle quali soggetti pubblici, direttamente o indirettamente forniscono risorse alle imprese, siano ispirate a quelle che un investitore privato pretenderebbe sulla base di normali criteri commerciali.

In particolare, il Tribunale UE rileva che: "... la decisione è erronea per non avere considerato che le misure controverse erano, altresì, conformi al c.d. criterio del MEIP, apparendo economicamente opportuno per il Fondo interbancario di tutela dei depositi rispetto allo scenario alternativo che si sarebbe determinato in conseguenza della liquidazione concorsuale di Banca Tercas". Le stesse parole potrebbero essere utilizzate anche nel caso della liquidazione delle "quattro banche".

Oltre a ciò, il Tribunale UE riconosce che:

-  contrariamente a quanto afferma la Commissione al punto 121 della decisione impugnata, gli interventi di sostegno, come quello di cui trattasi nella fattispecie, hanno una finalità diversa da quella dei rimborsi dei depositi in caso di liquidazione coatta amministrativa e non costituiscono l’esecuzione di un mandato pubblico;

-  la Commissione è incorsa in errore ritenendo, al punto 133 della decisione impugnata, di aver dimostrato che le autorità italiane avessero esercitato un controllo pubblico sostanziale nella definizione dell’intervento del FITD a favore di Tercas. Al contrario, è giocoforza constatare che la Commissione non ha dimostrato, in modo giuridicamente sufficiente, il coinvolgimento delle autorità pubbliche italiane nell’adozione della misura in questione né, di conseguenza, l’imputabilità di tale misura allo Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE;

- la Commissione non ha sufficientemente dimostrato, nella decisione impugnata, che le risorse di cui trattasi fossero controllate dalle autorità pubbliche italiane e che esse fossero di conseguenza a disposizione di queste ultime. La Commissione non poteva quindi concludere che, nonostante il fatto che l’intervento del FITD a favore di Tercas sia stato effettuato in conformità allo statuto di tale consorzio e nell’interesse dei suoi membri, utilizzando fondi esclusivamente privati, sarebbero in realtà le autorità pubbliche che, attraverso l’esercizio di un’influenza dominante sul FITD, avrebbero deciso di indirizzare l’uso di tali risorse per finanziare un siffatto intervento.

Come si vede, il portafoglio di osservazioni alla Commissione è ampio e solido. Sarebbe quindi interessante comprendere per quali vie coloro che hanno perso denari (banche comprese) possono:

- richiedere un'accurata ricognizione di quanto avvenuto e delle ingenti perdite conseguite dal sistema finanziario italiano (probabilmente compresi tra 30 e 50 miliardi di euro);

- dare eventualmente avvio ad una azione collettiva nei confronti della Commissione al fine di conseguire i rimborsi delle risorse finanziarie che essi non avrebbero mai perso se il FITD avesse potuto liberamente intervenire a loro tutela;

- contribuire alla scrittura della quarta serie dei Little Murders di Agatha Christie, avendo particolare cura di tradurre in un giallo mozzafiato le posizioni espresse da Jean-Claude Juncker e sopratutto dal Commissario (alla Concorrenza!) Margrethe Verstager, i veri ispiratori di questa tragica vicenda europea.