Tecnologia e cultura digitale - Technology and digital culture
15, Jun 2020

Alcune carenze di cultura digitale

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Il Governatore Visco ha sintetizzato le principali esigenze della nostra economia nell'intervento svolto, lo scorso 13 giugno, presso la consultazione nazionale promossa dal Governo ("Le prospettive e le necessità di riforma dell'economia italiana", che potete scaricare cliccando qui).

Tra gli altri punti, il Governatore ha citato la necessità che si persegua "... lo sviluppo delle infrastrutture e dei settori ad alto contenuto innovativo. La rete fissa a banda larga ultraveloce, ad esempio, raggiunge ancora meno di un quarto delle famiglie italiane, contro il 60 per cento della media europea, e con una penalizzazione particolarmente accentuata nel Mezzogiorno; nelle valutazioni della Commissione europea l’Italia è solo al diciannovesimo posto tra i paesi dell’Unione per grado di sviluppo delle connessioni."

Il lockdown ha mostrato con chiarezza quanto sia importante poter consentire la prosecuzione delle attività lavorative a distanza. Dovrebbe essere però considerato che lo sviluppo delle infrastrutture è direttamente correlato con uno stile di vita digitale che, in Italia, è ancora poco diffuso, e non solo per la carenza di offerta di strutture tecnologiche.

Nel corso degli ultimi venti anni la rivoluzione digitale non è stata colta appieno nel suo valore economico e sociale. Il sistema bancario, per primo, ha considerato Internet un "canale di distribuzione" e non, invece, un nuovo stile di vita e di pensiero della clientela. Il problema, quindi, non sono le infrastrutture digitali, ma la cultura digitale senza la quale non si crea domanda e innovazione.

Senza che qualcuno spieghi meglio cosa significhi rivoluzione e libertà digitale, le infrastrutture tecnologiche continueranno ad essere considerate un canale di distribuzione in più e non, invece, un mondo completamente diverso di relazioni e di possibilità di conduzione degli affari correnti della nostra società.