Virtual Currencies e regole
Cyberculture

Virtual Currencies e regole

Attualmente nel mondo sono operanti più di 1.500 schemi di Virtual Currency (VC) o criptovalute ed ogni giorno vengono effettuate oltre 284mila transazioni con i soli Bitcoin, nonostante i costi elevati di ciascuna transazione (25 dollari) ed i tempi necessari per poterla completare (almeno un’ora). Ciononostante le VC non possono assurgere al ruolo di moneta, come tradizionalmente inteso da secoli, per una pluralità di motivi razionali e sintetizzati da Yves Mersch, membro dell’Executive Board della BCE, nel corso di una prolusione intitolata “Virtual or virtueless? The evolution of money in the digital age”.

La nascita di derivati su Bitcoin, di ETF che investono in VC, i 3 miliardi di euro raccolti nel 2017 da Initial Coin Offerings (ICO), i clamorosi furti di VC da parte di cybercrimes, l’uso delle VC quale strumento di pagamento o di collaterale nelle transazioni finanziarie non possono che minare alla radice la più profonda flemma di un qualsiasi banchiere centrale. Per non immaginare quale sarebbe l’impatto sul CET1 (e sulla coefficiente di leva finanziaria) se le azioni delle banche potessero essere denominate ed emesse direttamente in Bitcoin.

Certamente il tempo farà pulizia di ciò che non serve, come evidenzia Yves Mersch nella sua conclusione. Rimane il fatto, però, che le gravi responsabilità di un banchiere centrale - che, meglio di chiunque altro, percepisce i rischi sistemici delle VC - non dovrebbero tradursi in una chiusura all’innovazione. Si tenga conto che le VC sono nate e si sono sviluppate all’interno dell’attuale quadro di regole (e già questo la dice lunga sugli effetti che la chiusura all’innovazione ha avuto sui legislatori, PSD2 in primis) e che le VC non sono solo tecnologia, ma rappresentano uno degli aspetti della cultura digitale, come abbiamo già avuto modo di osservare su questo blog. Le VC sono nate e, in una forma o in un’altra, vivranno per sempre. La revisione delle regole dovrebbe quindi avvenire coinvolgendo tutti gli attori dell’industria delle VC, così come sta già avvenendo con le FinTech. L'innovazione deve essere accolta e fatta evolvere, chiusura ed indifferenza, per quanto giustificabili sotto il profilo dei rischi, non sono la strategia migliore per mantenersi resilienti.