Strategic steering
Performance di banche ed intermediari finanziari

Strategic steering

780 miliardi di euro di sofferenze per le banche europee sono ancora troppi - ha davvero ragione M.me Danièle Nouy ad aver sottolineato nuovamente questo tema del discorso introduttivo alla conferenza stampa che si è tenuta ieri a Francoforte - ed averne ridotto il carico per soli 200 miliardi nel corso degli ultimi anni non è stato un grande risultato. I NPL distruggono valore sotto ogni profilo. È ovvio che in un Paese nel quale il debito pubblico supera il 130% del PIL, il tema dia fastidio ed il peso delle sofferenze sia considerato lieve: ma nel resto del mondo non funziona così, fare banca non significa regalare denari a chi non li può (o vuole) restituire, così come fare Stato non significa indebitarsi oltre misura. Come si vede, ogni Paese non solo ha i politici, ma anche i banchieri che si merita.

M.me Nouy ha fornito un altro messaggio forte: le banche hanno necessità di sviluppare una forte direzione strategica (“strategic steering”). Quanto tempo dedicano alle riflessioni strategiche i nostri banchieri? Non credo che esista una fonte affidabile di dati sul tema, ma certamente si può fare molto di più. Gli insight strategici sono oggi molti, abbiamo ottima ricerca che ci aiuta a prendere decisioni. Probabilmente mancano le competenze interne ai board, ed il risk management svolge ancora una funzione troppo limitata sul tema. M.me Nouy cita, a proposito, un’area di debolezza rilevante per molte banche: la strategia di pricing dei prestiti che, a seguito del processo di affidamento e dell'andamento del rapporto creditizio, non considera adeguatamente tutti i fattori di rischio connessi. Il messaggio è molto semplice: investite in ricerca strategica ed in risk management. Non è così difficile, ed è assai più interessante che investire in gestione dei NPL e nelle trattative di cessione per far arricchire solo i fondi di private equity statunitensi ...

Frau Sabine Lautenschläger, membro dell’Executive Board e Vice-Presidente del Supervisory Board della BCE, ha toccato, nel corso della medesima introduzione, tre temi principali: Basilea III, la revisione in atto dei modelli interni e Brexit. Sul primo tema abbiamo già sviluppato un breve post con alcune analisi desunte da un precedente intervento della sig.ra Lautenschläger. Sul tema dei modelli interni, è molto interessante rilevare che (grassetto nostro): “The deficiencies we have found are bank-specific, but some banks have shown weaknesses, with some common patterns. For instance, for internal models used to assess credit risk, we have found shortcomings with regard to data quality, the calculation of realised losses and the treatment of defaulted exposures.”. Per quanto concerne infine Brexit, il tema deve essere tenuto in osservazione dai nostri banchieri almeno per due motivi principali: il parterre delle banche europee si arricchirà in modo consistente (già 8 gruppi UK hanno richiesto la licenza e altri 4 pare lo stiano per fare, e non saranno scatole vuote) e lo scenario di una “hard Brexit” non è escludibile a priori. Inoltre le banche europee che desiderano continuare ad operare in UK dovranno richiedere regolare licenza alla Prudential Regulation Authority della Bank of England.L'intervento prosegue con la trascrizione delle domande e delle risposte emerse nel corso della conferenza stampa.